La mia gatta si chiama Rosetta, è una femmina. L’unica in famiglia, con me, autorizzata ad usare gli artigli… grrrr. Abbiamo - noi due femmine - una sintonia ”pratica”: lei non sale sul divano, io non devo passare l’aspirapolvere; poche coccole, quelle gliele fanno i maschi, io mi occupo di cibo e altro (funzioni di cura alla famiglia, anche nella componente ”animale”).
Con i miei figli abbiamo 9 piante grasse. Sì, si bagnano poco, ma parliamo loro tanto, ci ascoltano, ci restituiscono una, seppure lenta, vitalità.
E le due orchidee, o meglio le due Phalaenopsis, sono l’esempio dell’ostinazione a “vivere”, quando son lì per essere ”andate”, non posso che consegnarle al loro destino: “Io ho fatto quello che potevo, adesso tocca a voi”. Certo è un po’ come: “o vita o morte”. Tant’è che cominciano a spuntare germogli e contiamo mediamente 20 splendidi fiori.
Infatti sono ”esseri viventi” a tutti gli effetti, con un linguaggio da leggere, a volte, tra le spine dei cactus.




ma come ti vengono certe idee sui post, lo sai solo tu!!! Sei troppo divertente!
Anch’io- che di verde ho l’erba di fronte a casa non ho certo il pollice- sono dell’avviso che quando le piante passano sotto le mie cure, poi …sono pronte a tutto…